Modello #47 - il Modello in 4 passaggi di Aaron Lazarre su come chiedere scusa
Aaron Lazarre è rettore del Massachusetts Medical School e ha dedicato la sua vita a divulgare l'importanza del chiedere scusa. Ha scritto un libro, On Apology, dove spiega un modello in 4 passi su come chiedere scusa. Ve lo riporto con questo framework comunicativo.

Introduzione
So benissimo che chiedere scusa è difficilissimo: non solo perchè come prima cosa dobbiamo mettere da parte l'ego che ci fa credere di avere sempre ragione, ma anche perché poi non sappiamo nemmeno cosa dire esattamente. Aaron Lazarre ci viene in aiuto. Nel suo libro "On Apology" lo psicologo e rettore della Massachusetts Medical School, ci spiega che una scusa efficace è composta di 4 passaggi:
il Modello in 4 passi per una scusa degna di questo nome
- Mi spiace per (Azione + sensazione)
- Ho sbagliato perchè
- Cosa posso fare per sistemare la situazione?
- Mi perdoni?
Passo 1: Riconoscere l'errore e assumersi la responsabilità
Mi dispiace per [AZIONE] e capisco che questo ti abbia fatto sentire [SENTIMENTO].
Il primo passo è riconoscere chiaramente il comportamento offensivo. Esprimere comprensione e responsabilità è essenziale: se l'azione ha ferito qualcuno, il nostro compito è riconoscerlo senza esitazioni.
Esempio: "Non mi sono presentato al nostro appuntamento." Usare la prima persona singolare sottolinea la nostra responsabilità. Frasi come "Mi spiace che tu sia arrabbiato quando io..." o "Mi sono dimenticato della tua sensibilità" spostano invece la colpa sull'altro, il che va evitato.
È fondamentale anche riconoscere l'impatto dell'azione sull'altra persona. Questo è il momento per mostrare empatia, senza aggiungere giustificazioni che diluirebbero l'effetto della scusa. Frasi come "Ti ho tirato pacco, ma avevo tante cose da fare..." vanno scartate.
E ancora meno accettabile è seguire la scusa con un'accusa: "Sì, ma anche tu..." non è un modo per assumersi la responsabilità.
Passo 2: Ammettere l'errore
Ho sbagliato a farti sentire così.
Prendersi la responsabilità non significa solo riconoscere l'azione, ma anche l'effetto che ha avuto sull'altra persona. Anche se non era intenzionale, l'impatto resta. Dire chiaramente "Ho sbagliato" rafforza la sincerità e mostra maturità.
Passo 3: Fare ammenda e trovare una soluzione
Cosa posso fare per migliorare la situazione?
Questo passaggio riguarda la riparazione. Spesso non si tratta di danni materiali, ma di emozioni. Chiedere "Cosa vorresti da me?" mostra apertura al dialogo. L'obiettivo è far sentire l'altra persona ascoltata.
Esempio: "Mi farebbe piacere se mettessi il telefono in silenzioso durante il tempo in famiglia. Che ne dici se, dalle 17:00 alle 19:00, lo mettiamo entrambi in modalità aereo e ci concentriamo sui bambini?"
Se i conflitti si ripetono senza miglioramenti, questo è il punto in cui lavorare insieme per trovare soluzioni concrete. Una richiesta deve essere realistica e specifica per evitare fraintendimenti.
Attenzione: a volte non c'è nulla da fare, e una scusa sincera è tutto ciò che serve.
Passo 4: Chiedere perdono
Mi perdoni?
Chiedere perdono non è un dettaglio formale: significa dare all'altro lo spazio per processare l'accaduto e lasciarlo andare. Se il dolore è forte, potrebbe servire del tempo.
L'importante è che il perdono sia autentico: dire "Ti perdono" senza sentirlo crea solo risentimento. Se non si è pronti, meglio essere sinceri: "Voglio perdonarti, ma ho bisogno di un paio di giorni."
BONUS : Impegnarsi a non ripetere l'errore
Le scuse vere si vedono nei fatti. Dopo aver chiesto perdono, serve un impegno concreto, sia anche solo con noi stessi: "Da oggi rispetterò sempre gli impegni e mi assicurerò di contattarti in caso contrario."
La promessa deve essere credibile e realistica. E, soprattutto, va mantenuta.